Materbi e sacchetti taroccati: combattiamo le ecomafie

160 milioni di euro persi dalla filiera legale degli shopper compostabili, 30 milioni di euro di evasione fiscale. Queste sono alcune delle cifre che fa registrare il traffico illegale di sacchetti in materbi “tarocchi” gestito dalla criminalità organizzata.
Il materbi è un tipo di bioplastica innovativo, creato in Italia con cui  si possono fabbricare gli shopper per la spesa, i sacchetti dell’umido, i teli per la pacciamatura agricola, le reti della frutta, gli involucri di carta e fazzoletti, i piatti, le posate e i bicchieri, le coppette per il gelato e i cucchiaini. Insomma un prodotto innovativo per il campo del riciclabile, sul quale però ha messo gli occhi il crimine organizzato, infatti ad oggi la metà degli shooper in materbi è falsa, con una perdita di denaro incredibile da parte di quest’industria. Tutto questo perchè i sacchetti per la spesa fabbricati col materiale biodegradabile costano ( anche se di poco) più di quelli normali, quindi falsificarli porta ad un guadagno. Per combattere l’ecomafia ma anche per la fabbricazione e vendita di prodotti biosostenibili nasce la Coop Ventuno fondata da: Gennaro Del Prete e Massimiliano Noviello due uomini accomunati dalla morte dei rispettivi padri uccisi dalla camorra perché volevano un’Italia libera dalle illegalità: Federico Del Prete, sindacalista degli ambulanti, nel 2002 aveva denunciato il racket delle buste di plastica alla fiera settimanale di Mondragone facendo arrestare un vigile urbano. La camorra lo ha ucciso il 18 febbraio 2002, il giorno successivo avrebbe dovuto testimoniare nel processo a cui lui stesso aveva dato impulso. Stessa sorte per l’imprenditore Domenico Noviello, che nel 2008 era riuscito a far arrestare e condannare gli emissari del clan dei Casalesi.

Legambiente in associazione con questa cooperativa ha fatto partire a luglio la campagna #UnSaccoGiusto che ha come sponsor uno dei “mafiosi” più importanti della televisione italiana: Pietro Savastano (boss della serie Gomorra interpretato da Fortunato Cellino), che in uno spot denuncia il traffico illegale. La campagna nasce per informare le persone riguardo la truffa messa in atto dalla mafia mettendo in mostra la differenza tra un sacchetto falso e uno originale, questo traffico non porta solo maggiori profitti al crimine organizzato ma reca anche un grave danno all’ambiente attualmente la metà delle buste in materbi sarebbe falsa questo vuol dire che ci sono 40mila tonnellate di plastica in più da smaltire, quindi una spesa aggiuntiva di 50mila euro per lo smaltimento di questa.

sacchetto_illegale sacchetto_legale

Indagine locale

Prendendo in considerazioni 5 sacchetti in materbi: 2 presi da due diverse catene di supermercati, 1 da una farmacia, un sacchetto per la raccolta dell’organico e uno preso da una bancarella del mercato del paese. Solo 1 risulta contrafatto in quanto manca il marchio di un’ente certificatore, questo ci aiuta capire come l’ecomafia non agisca solo nelle zone del sud o del centro Italia ma su tutto il territorio.

Fallo anche tu

Contribuisci anche tu allo stanamento delle ecomafie. Prendi i tuoi sacchetti “per l’umido” e controlla con una sola mossa se il tuo sacchetto è giusto!

Pietro Bonachini

 

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